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Polpo

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Il termine polpo ha origine dal latino pōlypus, da una forma greca dorica πώλυπους (pṓlypous) o πωλύπους (pōlýpous),[3] in attico πολύπους (polýpous), probabilmente da πολύς (polýs), "molto", e πούς, (póus), "piede", quindi "dai molti piedi".[4]

Il termine piovra deriva da pieuvre, forma dialettale normanna derivante dal latino pōlypus.[5][6]

Spesso ci si riferisce al polpo utilizzando la parola polipo, ma il nome corretto è polpo in quanto i polipi sono invece animali acquatici (o una forma di essi) appartenenti al phylum degli Cnidari.

È un mollusco cefalopode molto diffuso nei bassi fondali, non oltre i 200 metri. Preferisce i substrati aspri, rocciosi, perché ricchi di nascondigli, fessure e piccole caverne in cui nascondersi: l'assenza di endo- ed esoscheletro gli permette di prendere qualsiasi forma, e di passare attraverso cunicoli molto stretti. Presente in tutti i mari e gli oceani, è molto diffuso anche nel Mar Mediterraneo. Nel Mediterraneo viene pescato principalmente in due diversi periodi dell'anno: da settembre a dicembre (in buone quantità seppur ancora di piccola taglia) e da maggio a luglio (periodo nel quale è di taglia più grossa).

Polpo femmina con uova

Il polpo possiede 3 cuori e ha la capacità di cambiare colore molto velocemente e con grande precisione nel dettaglio. Sfrutta questa abilità sia per mimetizzarsi che per comunicare con i suoi simili. Caratteristica principale è la presenza di una doppia fila di ventose su ognuno degli otto tentacoli, il che lo distingue dal moscardino che ha una sola fila di ventose. Al centro degli otto tentacoli, sulla parte inferiore dell'animale, si trova la bocca che termina con un becco corneo utilizzato per rompere gusci di conchiglie e il carapace dei crostacei dei quali si nutre. Il corpo è lungo 15-30 cm, i tentacoli invece sono lunghi in media 70-90 cm, ma in rari casi possono arrivare a 300 cm. In genere i maschi sono più grandi delle femmine.

Può spostarsi rapidamente espellendo con forza l'acqua attraverso un sifone, che viene utilizzato anche per l'emissione dell'inchiostro nero usato in funzione difensiva per confondere possibili predatori.

Per attrarre le femmine, i polpi effettuano un rituale di corteggiamento. Liberano sperma in pacchetti seminali, detti spermatofore. Per trasferirli alla cavità palleale della femmina durante la copula, utilizzano un braccio modificato chiamato ectocotilo. Dopo che la femmina del polpo ha deposto le uova (in numero che varia da 50.000 a 400.000) le difende da possibili predatori fino alla schiusa. In questo periodo di 1-2 mesi non si nutre perdendo una gran parte del suo peso e spesso rischiando la morte. Dopo la schiusa, i piccoli dei polpi sono come adulti in miniatura.

Il polpo è talvolta confuso con la polpessa (Octopus macropus), un cefalopode dalle abitudini notturne, più piccolo e talvolta preda del polpo, caratterizzato da una livrea rossiccia e punteggiata di bianco.

È considerato uno degli invertebrati più intelligenti, è stato per esempio dimostrato che il polpo comune ha la capacità di apprendere se sottoposto a test di apprendimento per associazione e osservando gli altri della sua specie, capacità che era stata dimostrata solo su alcuni mammiferi. Quest'ultima evidenza è alquanto sorprendente poiché, essendo il polpo un animale fortemente solitario, sembrerebbe ingiustificato un comportamento simile, tipico di animali con rapporti sociali.

Una volta pescato è in grado di guadagnarsi la libertà uscendo per i boccaporti delle navi. Sottoposto a test durante i quali gli è stata somministrata una preda rinchiusa in un barattolo, il polpo ha dimostrato di essere in grado di aprire il barattolo per raggiungere il cibo.

Talora usa acquattarsi sotto gli anfratti rocciosi del fondo marino, talora invece vive in tane preparate con delle pietre disposte in senso circolare.

Questo simpatico abitante dei nostri mari è soggetto a una pesca veramente intensa, infatti è sicuramente una delle prede più ambite per la bontà delle sue carni.

Dalla barca si pesca con la polpiera che altro non è che un insieme di grosso ami fatta più o meno artigianalmente o comprata nei negozi di articoli da pesca, a cui si fissano le più incredibili esche, dagli stracci bianchi, ai pesci morti, oppure zampe di galline o granchi vivi, infatti i polipi sono attratti da tutto quello che trovano sul fondo, dai pesci morti a tutto quello che è bianco, loro tirano a se con i tentacoli la nostra polpara, basta cominciare a tirare verso la superfice e  sicuramente non molleranno la presa finchè non sono sul paiolo della barca. Spesso si catturano anche pescando a bolentino o col palamito, infatti aggrediscono il nostro pesce preso all'amo e anche in questo caso, nonostante la maggior parte delle volte non siano agganciati arrivano fino a bordo dell'imbarcazione