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Pesce San Pietro

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Diffuso nelle zone vicino ai fondali (fino a 400 metri) in tutte le acque temperate e tropicali, Mediterraneo e Mar Nero compresi. Nell'Atlantico presente lungo le acque costiere dalla Scandinavia al Sudafrica. Nel Pacifico dal Giappone all'Australia. Segnalata la presenza anche nell'Oceano Indiano, lungo le coste della penisola indiana e del Madagascar.

Il corpo è elissoidale, molto compressi ai fianchi. La bocca è grande, così gli occhi.

La pinna dorsale presenta 9-10 spine dorsali molto sviluppate, mentre il resto della pinna è piccolo e trasparente, posizionato simmetricamente alla pinna anale, piccola e trasparente. Le pettorali sono trasparenti, le ventrali lunghe. La coda è ampia, a delta, trasparente con raggi bianchi.

La livrea prevede un colore di fondo biancastro, screziato di beige e di bruno. Al centro del corpo un grosso ocello nero, bordato di chiaro. I raggi dorsali sono bianchi e bruni, le ventrali grigiobrune. Le altre pinne sono trasparenti. Le dimensioni massime si attestano sui 90 cm di lunghezza per 8 kg di peso.

Si riproduce dall'inverno alla tarda primavera, dipende dalle zone dove vive. Le uova, sferiche, vengono fecondate esternamente e lasciate libere nell'acqua. La maturità sessuale avviene dopo i 4 anni di vita.

Si nutre principalmente di piccoli pesci, ma anche di cefalopodi e crostacei.

Pesce molto particolare e molto ricercato, anche se abbastanza raro non è difficile catturarlo nelle nostre acque.

Si può prendere con diverse tecniche, non sicuramente utilizzate specificatamente per il San Pietro, ma mentre si insidiano altri pesci.

Col palamito si cattura a profondità variabili tra i 40 e i 200 mt, specialmente in prossimità dei relitti, la sua allamata avviene in fase di recupero o di calata del palamito, in quanto vive a mezz'acqua e non in prossimità del fondo. Anche con il bolentino si prende ogni tanto qualche san pietro, magari mentre si recupera un pescetto lui attacca la nostra preda e rimane così allamato. Una caratteristica di questo pesce è che vive in coppia, infatti quando se ne cattura uno a bolentino se si ricala più o meno all stessa provondità si riesce a catturare anche il compagno.

Altra tecnica utilizzata è il vertical jigging e il Kabura, infatti essendo un vorace predatore, sicuramente non esiterà ad attaccare i nostri jig, sia in caduta che durante il recupero.

Queto pesce è sicuramente uno dei pesci più apprezzati in cucina, infatti ha dei filetti molto delicati e si presta a molteplici ricette.