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Nasello

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Questa specie si trova nel mar Mediterraneo, nel sud del mar Nero e nell'Oceano Atlantico orientale tra l'Islanda e la Mauritania.
Predilige i fondali di tipo sabbioso o melmoso a profondità comprese tra i 30 ed i 370 metri. I giovani tendono ad essere più costieri e gli adulti possono essere rinvenuti fino a 1000 metri.

Descrizione

Si presenta con un corpo allungato e slanciato, i denti prominenti sono distribuiti sulle due mascelle: quella inferiore è più lunga di quella superiore. La bocca, profondamente incisa e rettilinea, armata di forti denti, ricorda quella del luccio. Le pinne dorsali sono due, la prima alta e stretta, la seconda allungata, con una profonda intaccatura centrale. La pinna anale è simmetrica alla seconda dorsale, e ha la stessa forma.
Il dorso è di tonalità grigio-nerastra, così come l'interno della bocca e le branchie mentre i fianchi hanno un colore più argenteo.
Può raggiungere grosse dimensioni: 140 cm di lunghezza per un peso di 15 kg.

Alimentazione

Le forme giovanili si nutrono prevalentemente di crostacei, mentre all'avvicinarsi dell'età adulta sembrano cambiare dieta rivolgendosi dapprima a pesci di taglia piccola, per dedicarsi infine esclusivamente a cefalopodi e pesci di una certa dimensione nell'età adulta. Gli adulti sono cannibali e predano spesso giovani della loro specie.

 

Il nasello è un pesce attivamente pescato lungo le nostre coste, sia dai pescatori sportivi, sia dai professionisti, infatti ha un importante valore commerciale, ma nonostante la forte pressione piscatoria è ancora piuttosto comune. La sua caratteristica è che vive a profondità molto elevate fino oltre i 600 metri, infatti le tecniche praticate per la sua cattura sono sostanzialmente tecniche di profondità, che negli ultimi anni hanno avuto un notevole impulso grazie alle tecnologie che hanno permesso di realizzare mulinelli elettrici, salpapalamiti e fili multifibre a prezzi accessibili a tutti, quindi se vogliamo pescare con un certo successo i naselli dovremmo attrezzarci di mulinelli e salpabolentini elettrici, caricati con multifibre, le cui caratteristriche principali sono l'estrema robustezza, a parità di carico di rottura, si ha un diametro molto più sottile, quindi avremo molta meno resistenza alla corrente e pescando a profondità abissali, questo è molto importante, un'altra caratteristica del multifibre e la totale assenza di elasticità, così che anche con 500 e più metri di filo  fuori potremmo avere un diretto contatto col filo, e sentiremo anche le tocche più delicate.

Il nasello lo si pesca con tutte le tecniche di profondità, ovvero bolentino di profondità, palamito e filaccioni, ma soprattutto il palamito è la tecnica specifica per questo pesce, infatti calando lunghi palamiti (max. 200 ami per legge) realizzati con ami dritti, molto robusti e grossi (infatti il nasello ha una bocca molto grande ed è in grado di ingoiare esche molto voluminose), spesso capita di fare pescate eccezionali con molti pesci che vengono a galla uno dopo l'altro. Anche con i filaccioni, se calati vicino ad una scarpata profonda, possono dare risultati eccezionali.

Il nasello si pesca praticamente tutto l'anno, ma è obiettivo delle nostre uscite soprattutto in primavera ed estate, quando le lunghe e calde giornate ci permettono uscite al largo molto piacevoli e redditizie.

Le esche in assoluto più usate per il nasello sono la sarda e l'acciuga, con qualche rara eccezione rappresentata dal calamaro, in quanto essendo un pesce predatore è molto sensibile a queste esche che oltre che molto saporite hanno anche una lucentezza naturale che probabilmente attira i pesci in profondità. Un'altra caratteristica importante che dovranno avere le nostre armature, bolentini, filaccioni o palamiti che siano, è la possibilità di essere visibili nel buio assoluto delle profondità marine, quindi per questo si utilizzeranno lampade stroboscopiche, perline luminescenti e starlite, per attirare quanti più pesci possibili vicino alle nostre esche.